#Angels4Bologna, per un’educazione giovane

tonia-net&thecitySi chiama #Angels4Bologna l’ultimo ambizioso progetto ideato dal Comune di Bologna, finalista al premio Bloomerang Mayors Challenge 2013-2014, che ha come obiettivo evitare che i giovani diventino NEET attraverso misure preventive indirizzate a bambini e ragazzi di età compresa tra i 6 e i 16 anni.

La Mayors Challenge, sfida tra sindaci, è un concorso rivolto alle città per la produzione e implementazione di idee innovative che possano migliorare la vita nelle città e che, una volta testate, possano poi essere estese anche ad altre aree urbane. In palio per le vincitrici ci sarà un premio di 5 milioni di euro, mentre le restanti 4 città classificate, riceveranno premi da 1 milione di euro ciascuno.

Bologna è arrivata nella fase finale proponendo un modello su scala urbana fatto di laboratori di educazione informale e impegno civico per prevenire la disoccupazione giovanile insegnando a bambini tra i 6 e i 16 anni imprenditorialità e competenze del XXI secolo.

Ma facciamo in passo indietro. Che cosa sono i NEET e quali sono nello specifico le proposte concrete?

I NEET  (Not (engaged) in Education, Employment or Training) sono una realtà sempre più presente sul territorio, con un veloce trend di crescita.

A Bologna sono passati dal 9,3% nel 2009 al 13% nel 2012.

L’analisi dei dati ha dimostrato come tra le maggiori cause della disoccupazione giovanile vi sia una forte discordanza tra quelle che sono le competenze che i giovani acquisiscono durante il loro percorso di formazione scolastica e quelle che invece sono le competenze ricercate dai potenziali datori di lavoro, generando così un gap tra domanda e offerta.

#Angels4Bologna mira proprio a colmare questo gap attivando una rete di “comunità di innovatori” chiamati “angeli” che attiveranno laboratori di educazione informale sul territorio.

Questi angeli comprenderanno 4 tipologie di persone: imprenditori, educatori, hackers e manager di comunità che attraverso l’utilizzo di piattaforme digitali, spazi pubblici e provati, aree di co-working, organizzeranno attività che vedranno la partecipazione di circa 1.000 studenti l’anno.

I giovani svilupperanno così competenze ed esperienze utili alla loro formazione personale e spendibili in ambito lavorativo.

Bisognerà attendere il prossimo autunno per sapere gli esiti dei premi finali, intanto per maggiori approfondimenti rimandiamo al seguente link

In bocca al lupo Bologna!